C’era una volta lo ScreenSaver…

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Domandina semplice semplice: c’è qualcuno di noi che ricorda quale fosse il vero scopo dell’utilizzo dello screensaver? In realtà non più di cinque o sei anni fa la stragrande maggioranza dei PC era dotata di monitor rigorosamente da 14 o al massimo 15 pollici e sopratutto non LCD bensì a tubo catodico. Niente di più di un televisore ma con la capacità di riprodurre le immagini a una risoluzione di gran lunga superiore rispetto a una TV. Per il tipo di tecnologia utilizzata però, il tubo catodico tende a fosforizzare alcuni punti dello schermo dove le immagini permangono per un periodo di tempo prolungato facendo si che l’immagine rimanesse visibile anche quando questa in realtà non c’era più. Un tipico esempio è il logo delle emittenti TV sui televisori più vecchi: l’alone del logo resta anche quando non è di fatto visualizzato.

Ecco quindi la necessità dello screen saver: un software in grado di modificare costantemente le immagini che rimangono sullo schermo evitando quindi l’insorgere del problema della persistenza delle immagini anche quando non ci sono più. Tale necessità viene a cadere sullo schermo LCD in quanto la tecnologia è completamente diversa e questo inconveniente non si manifesta.

Resta il fatto che oggi lo screensaver, più che strumento di utilità tecnica, si sia trasformato in strumento di “intrattenimento” e quindi abbiamo visto fiorire screensaver che mostrano le più svariate ambientazioni psichedeliche o piuttosto altri che visualizzano le foto presenti sul proprio hard disk o anche acquari di pesciolini rossi a manutenzione zero!

C’è da dire che lo screen saver raggiunge il massimo dell’utilità quando ci allontaniamo dal PC e preferiamo che i curiosoni di passaggio non vedano ciò a cui stavamo lavorando. In questo caso è indubbiamente preferibile utilizzare uno screensaver che copre il contenuto del monitor, non come uno di quelli predefiniti in vista che si chiama “Bolle” in cui di fatto il contenuto resta sul fondo mentre tante bollicine rimbalzano tra i bordi dello schermo lasciandolo intravedere agevolmente.

E’ utile, inoltre, impostare un’opzione che obblighi, al riutilizzo del computer, di digitare nuovamente la password per accedere alla sessione. Alternativa all’utilizzo di uno screensever protetto da password è quella di “Bloccare il Computer”: in questo modo la sessione viene congelata, il PC non si spegne, ma aspetta che l’utente precedentemente connesso reinserisca la propria password per poter riprendere il lavoro. Attenzione: un qualunque utente con diritti di amministratore può accedere ad una nuova sessione del PC.

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Commenti

  1. [1]

    Tale necessità viene a cadere sullo schermo LCD in quanto la tecnologia è completamente diversa e questo inconveniente non si manifesta.

    Non è del tutto vero, l’anno scorso ho visto un monitor LCD (forse 42″) quasi illeggibile in un aeroporto visto che delle lettere erano rimaste impresse. Quindi forse non si presenta spesso, ma si presenta ;)

  2. [2]

    E’una giusta osservazione. Anche gli LCD soffrono di questo inconveniente ma in maniera estremamente limitata rispetto ai tubi catodici.
    Probabilmente però lo schermo che hai visto all’aereoporto era al plasma, tecnologia che soffre altrettanto del problema ma che praticamente non viene mai utilizzata su pc.
    A dimostrazione che i plasma generano dei bei “fantasmini”, su alcuni canali via satellite che trasmettono ad esempio musica, viene messo a disposizione dell’utente un apposito screen saver proprio per evitare il fenomeno.

  3. [3]

    Se era un 42 pollici in un aeroporto molto probabilmente si è trattato di un plasma. Comunque i monitor LCD sono immuni da questo effetto visto che non vi sono come nei monitor CRT le particelle sparate sullo schermo, ma dei LED che vengono semplicemente accesi.

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