Internet Explorer 6 ha avuto una vita tormentata. Diventato in breve il browser più utilizzato nel mondo, è stato criticato aspramente a causa della sua sicurezza e adesione agli standard Web.
Oggi gli esperti di sicurezza e la stessa Microsoft consigliano di abbandonare IE6 e di passare ad una versione aggiornata, oppure installare un’alternativa, ma nonostante tutto il vecchio browser continua ad essere ampiamente usato, soprattutto nelle aziende.
Uno studio condotto da Chitika ha dimostrato che IE6 è ancora al quarto posto tra i browser, ma ciò che più incuriosisce è che il suo utilizzo raggiunge picchi del 13% proprio durante le ore lavorative. Dopodiché subisce un calo fino a scendere ad una media del 6% del traffico Internet.
Alden DoRosario, CTO di Chitika, ha dichiarato che “sembra quasi che gli utenti di Internet siano più tecnofili a casa che sui luoghi di lavoro.”
È curioso notare come la sicurezza informatica sia più a rischio proprio sui luoghi pubblici e di lavoro che nel privato della propria abitazione.
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Probabilmente quei manager IT sono deficienti (sempre Latin-parlando).
di emmebì - 28 aprile 2010 - 11:23
non sono def…. i manager it, sono defic… e qualcos’altro i responsabili software della pubblica amministrazione e grosse società dove la maggior parte dei pc usa ancora windows XP sp2 o addirittura windows 2000 e non si preoccupano, (perchè se ne fregano e perchè non hanno voglia di fare il loro lavoro o addirttura mi è capitato qualcuso che non sa fare il lavoro), di aggiornare il sistema operativo o i browser. Se qualcuno gli dice qualcosa si celano dietro la dicitura “il Ministero non lo prevede” o “la direzione non ha dato disposizioni in merito”.
di walter - 28 aprile 2010 - 22:21
O forse c’è molto crack in quelle aziende.
Il crack, ovviamente, è il file o il software crackato (piratato).
Quelli, probabilmente, aspettano di piratarsi pure Windows7…
di Ratamusa - 29 aprile 2010 - 15:44
Non ci avevo pensato. Po’ esse
di emmebì - 29 aprile 2010 - 16:35
Guarda che qualche tempo fa qualcuno sosteneva che nelle piccole & medie aziende (quelle che ci sono dalle mie parti, ad esempio), il software piratato raggiungeva il 100%. Mai provato ufficialmente, naturalmente.
In caso contrario sarebbe stato il tracollo di quelle aziende, una caterva di disoccupati e una fuga incontrollata di centri produttivi in posti più omertosi….
di Ratamusa - 29 aprile 2010 - 17:18