Microsoft sta reinventando il codice a barre

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Chissà se qualcuno tra voi lettori si ricorda del CueCat, ovvero un dispositivo simile ad un mouse (anzi, ad un gatto, da cui il nome) capace di leggere i codici a barre per collegarsi a delle pagine Web. L’idea risale al 2000, però Microsoft ha pensato di rispolverare l’idea e di rinnovarla.

News.Cnet ha pubblicato un articolo in cui mostra come potrebbe funzionare l’idea che Microsoft sta sviluppando. Negli ultimi mesi sono aumentate le pubblicazioni come riviste e giornali, che mostrano un particolare codice a barre, in realtà più una immagine colorata, realizzata da Microsoft e chiamata semplicemente Tag.

Secondo Marjia Koopmans questo particolare “codice a barre” può essere stampato anche su prodotti di diverso tipo oppure sui biglietti da visita e fare in modo che questo rinvii l’utente ad una qualsiasi pagina su Internet, compresi i video di YouTube, visibili tramite un telefonino abilitato.

Basta scaricare e installare un piccolo software sul cellulare e utilizzare la fotocamera integrata per leggere i particolari Tag. Per avere un’idea del funzionamento di questa tecnologia, provate a vedere il seguente video.

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Commenti

  1. [1]

    Immagino sia OpenSource….

  2. [2]

    mi sembra che i QRCODE coprano già abbastanza bene questa problematica.
    non capisco l’esigenza di inventarne/rilanciarne un’altra

  3. [3]

    Un idea vecchia che era stata usata per mille cose persino per programmare i videoregistratori, ma essendo un idea costosa (bisogna pagare la Microsoft per utilizzarla) venne sempre abbandonata.

    Quale sarebbe la differenza tra ieri e oggi?

    Ciao

  4. [4]

    …..Che oggi il balzello sarebbe oiù alto, no?….

  5. [5]

    ….Più alto,naturalmente….

    Ah, questi bug che si fanno vivi solo quando si sparla della Microsoft……

  6. [6]

    Raty, raty…
    come sei prevedibile…
    E anche poco furbo: ti lasci prendere in castagna così facilmente!?!

    Ma bando alle ciance e veniamo a noi.
    Ora, come ben sai il tuo amico Stefano lavori sta facendo di tutto per affossare Adobe e il suo Flash.
    Uno dei motivi è che secondo lui i filmati in streaming flash sono obsoleti.

    Ovviamente sappiamo tutti che questo non è il vero motivo, ma facciamo finta di credere alla sua buona fede.

    E che ti fa il buon Zio Stefano?

    Propone una valida alternativa! Anzi, più che valida: addirittura migliore!

    Dice il buon Stefano Lavori: “Invece di usare flash, usiamo tutti l’HTML5 e il suo tag “video”…e tanto per essere sicuri di avere una ottima qualità, perchè non usare come codec standard nel suddetto tag la codifica H.264?”

    Ottimo. Fichissimo. Geniale.

    Peccato però che…
    http://it.wikipedia.org/wiki/H.264

    Come dici?

    Sapevi già che il codec H.264 è di proprietà di Apple Inc.?

    Sapevi già che è un codec a pagamento??

    Sapevi anche che essendo proprietario non è Open Source??

    Accitenti!
    Tiafolo ti un Ratamusen!
    Ne sai sempre unen più del Tiafolen!

    :D

    PS:
    Ah, prenditi tutto il tempo che vuoi per rispondere, che mi rendo conto che arrampicarsi sugli specchi non è cosa facile… :D

    PSS:
    Ma l’ottimo Quicktime, è opensource?
    e la versione PRO è free?
    iLife è opensource?
    iWorks è opensource?
    iPhoneOS è opensource?
    OSX è opensource?

    …continuiamo?

  7. [7]

    Scusa…prima che mi corregga tu, lo faccio da me…

    1) in effetti h.264 non è un codec in senso stretto, ma principalmente un encoder (per la precisione)
    2) Mi sono espresso “male”: in realtà H.264 dovrebbe essere “a codice aperto”, ma, cito testualmente:

    In countries where patents on software algorithms are upheld, the vendors of products which make use of H.264/AVC are expected to pay patent licensing royalties for the patented technology that their products use.

    che suona più o meno come:
    “Nei paesi in cui i brevetti su algoritmi-software sono regolamentati, i venditori di prodotti che fanno uso di H.264/AVC sono tenuti a pagare un canone di licenza di brevetto per la tecnologia di cui i loro prodotti fanno uso.”

    Come a dire:
    Il codice sarà pure aperto, ma visto che è brevettato e non puoi comunque usarlo come base per qualcosa di free…cosa cambia?

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