Dopo un’attesa di ben otto mesi, Yahoo e Microsoft hanno ottenuto il via libera per dare vita al loro accordo. L’ok è arrivato sia dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che dall’Unione Europea, permettendo quindi alle due aziende di scambiarsi le tecnologie relative ai due motori di ricerca.
Ci vorrà ovviamente del tempo prima che l’affare si completi del tutto. È quindi lecito chiedersi: cosa succederà adesso ai siti di Yahoo e Bing?
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Dopo una trattativa durata un intero anno, e dopo un’attesa lunga e faticosa, la strada dell’accordo tra Yahoo e Microsoft inizia a diventare più semplice. Sia i legislatori degli Stati Uniti, il DOJ, che quelli Europei, cioè la Commissione Europea, hanno approvato l’accordo tra le due aziende.
Yahoo e Microsoft possono finalmente procedere a mettere in pratica gli accordi siglati alcuni mesi fa in materia di ricerca online.
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Pochi giorni fa Microsoft ha annunciato che conserverà i dati di ricerca di Bing per non più di sei mesi. Tuttavia ora sarà costretta a fare dietro-front. Perché, secondo l’accordo decennale sottoscritto con Yahoo, sarà necessario eliminare tutti i dati personali dopo soli tre mesi.
Non basta, quindi, l’osservanza dell’articolo 29 della Commissione Europea, che obbligava al limite di sei mesi per i dati personali degli utenti, perché Yahoo, partner di Microsoft dopo l’accordo che unisce le due aziende, obbligherebbe Bing ad osservare un limite inferiore.
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Yahoo e Microsoft hanno finalizzato il loro accordo, che prevede Microsoft come fornitore esclusivo del reparto “motori di ricerca” di Yahoo, come confermato da un articolo apparso su News.cnet.com.
L’accordo era stato siglato a luglio tra i CEO Steve Ballmer (per Microsoft) e Carol Bartz (per Yahoo), anche se ci sarà bisogno dell’approvazione del governo degli Stati Uniti prima di diventare definitivo.
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La sezione antitrust del Dipartimento di Giustizia americano ha chiesto a Microsoft e Yahoo maggiori informazioni riguardanti la partnership da poco siglata, con cui i due colossi intendono dar battaglia allo strapotere di Google.
Tra i termini del contratto vi è la cessione, per un periodo di dieci anni, di alcune tecnologie di Yahoo da impiegare negli algoritmi inclusi in Bing, nuovo motore di ricerca di casa Redmond e l’adozione del sistema di advertising di Microsoft sulle pagine di entrambe le aziende.
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Forse c’era da aspettarselo. Dopo aver opposto un altezzoso diniego alle “avances” di Microsoft, che era arrivata ad offrire ben 47,5 miliardi di dollari, caldeggiando invece l’avvento di Google, che si è ritirata dall’operazione viste le avverse opinioni dell’anti-trust statunitense, ecco che ora Yahoo torna sui suoi passi e invita Microsoft a rifarsi avanti.
E lo fa attraverso il suo numero uno, Jerry Yang, proprio lo stesso che lo scorso Maggio aveva giudicato “ridicola” l’offerta proveniente da Redmond e che aveva espresso un’inclinazione più naturale della sua azienda verso Google; ora è proprio lui a definire l’acquisto di Yahoo da parte di Microsoft “una buona idea”. Forse una buona idea per lui che aveva rassicurato gli azionisti a Maggio sicuro dell’accordo con Google e che ora si ritrova a fare i conti con queste sue promesse.
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Prendendo tutti di sorpresa, Microsoft ha ritirato l’offerta fatta nel Febbraio scorso per Yahoo; a causare questo ripensamento il costo troppo elevato dell’operazione, ben 53 miliardi di dollari.
La decisione è stata annunciata da un portavoce della Microsoft, che ha riepilogato una lettera inviata dall’amministratore Steve Ballmer ai “piani alti” di Yahoo, nella quale si ribadisce il rifiuto della società di Redmond di pagare una cifra così elevata.
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In una recente intervista pubblicata da ZDnet il quasi “pensionato” numero uno di Microsoft ha illustrato i motivi della tentata scalata a Yahoo. In effetti pare piuttosto curioso questo intestardimento, visti i non lusinghieri risultati economici di Yahoo che ristagna da tempo a favore di Google sempre in crescita.
Nonostante questo, il 20% del mercato detenuto dalla società californiana è sicuramente una ragione più che buona per giustificare l’operazione miliardaria.
La motivazione che Bill Gates adduce nell’intervista è soprattutto di tipo tecnico ed innovativo; l’interesse principale sarebbe quindi rivolto alle risorse umane di Yahoo, capaci di contribuire ad un’offerta maggiore da porgere ai clienti, per combattere Google sul piano dei servizi resi disponibili.
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È ormai quasi un anno che si parla dell’acquisto di Yahoo da parte di Microsoft, ma sembra che solo ora, dopo l’ultimo affondo di Ballmer, tutti quanti abbiano preso sul serio la fattibilità dell’operazione. In particolare gli utenti di Flickr, il famoso social-photo-networking di casa Yahoo, hanno lanciato un sentito allarme contro l’inaspettata fusione creando un canale dal titolo Microsoft: keep your evil grubby hands off our Flickr in cui gli ormai quasi 2600 iscritti fanno a gara di fotomontaggi e composizioni contro la nefasta operazione.
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Yahoo pare aver finalmente aggiornato il suo messenger a Windows Vista, a quasi un anno dall’uscita sul mercato del sistema operativo Microsoft.
Fino ad oggi, infatti, gli utenti dell’IM Yahoo hanno dovuto utilizzare su Vista la stessa versione pensata per Windows XP. Non c’erano particolari gravi incompatibilità, ma sia graficamente che sul piano funzionale Yahoo Messenger non sfruttava le potenzialità di Vista.
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