Pochi giorni fa Google ha fatto una sorpresa di Natale ai suoi utenti: basta digitare la query “let it snow” sul motore di ricerca per vedere fiocchi di neve che cadono dall’alto della pagina. Ora arriva la risposta di Microsoft che ha lanciato il suo sito “Let It Snow” che fa parte dei test dedicati ad Internet Explorer.
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L’accordo sottoscritto da Microsoft con Samsung sui brevetti relativi a tecnologie utilizzate nei dispositivi Android può essere considerato il primo attacco diretto a Google. Le vendite dei prodotti Samsung infatti porteranno nelle casse di Microsoft diversi milioni di dollari. L’azienda di Redmond sottolinea che adesso l’unico grande produttore privo di licenze è Motorola, recentemente acquisita proprio da Google.
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Guerra di brevetti senza esclusione di colpi tra le maggiori aziende informatiche. Lo scontro, che vede coinvolte principalmente Microsoft, Apple e Google, riguarda l’acquisizione di vecchi brevetti Novell e Nortel da parte del gruppo CPTN, di cui fanno parte Microsoft e Apple. Secondo l’azienda di Mountain View, le due rivali “vanno a letto insieme” e cercano in tutti i modi di ostacolare Android. Microsoft ha prontamente risposto: “Google aveva detto di no.”
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Le ultime strategie di marketing delle aziende più note prevedono l’utilizzo di video per screditare una diretta concorrente, in maniera più o meno divertente. Durante la conferenza MGX dedicata al settore enterprise, Microsoft ha mostrato una parodia con la quale viene fatto un confronto tra Office 365 e i servizi della rivale, in particolare Google Apps e Gmail. Il protagonista del video è Gmail Man, un postino che ha la cattiva abitudine di “ficcare il naso” nella corrispondenza delle persone.
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Non solo Internet Explorer 6, ma anche il suo successore Internet Explorer 7 potrebbe presto perdere il supporto di diverse aziende sul web. A cominciare da Google che prevede di eliminare gradualmente il supporto ad IE7.
Il primo servizio a tagliare i ponti con IE7 sarà Google Apps, che a partire dal 1° agosto non supporterà più il browser di Microsoft. A seguire Firefox 3.5 e Safari 3. La motivazione è la seguente: “In questi browser meno recenti si possono avere problemi con alcune funzionalità di Gmail, Google Calendar, Google Talk, Google Docs e Google Sites”.
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Microsoft attacca Google e fin qui, ovviamente, nulla di nuovo sotto il sole, dato che a prima vista si potrebbe pensare ad una delle solite e quasi infinite scaramucce tra i due gruppi impegnati a darsi battaglia con tutti i mezzi possibili ad ogni occasione.
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Microsoft battuta da Google come migliore marchio aziendale. In questa speciale classifica, infatti, l’azienda di Redmond è stata superata dall’acerrimo nemico Google, che ora guida la lista che comprende 500 marchi.
Secondo il Brand Finance Global, Google è il marchio numero uno con 44,3 miliardi di dollari, seguito da Microsoft (42,8 miliardi). Un risultato che però non deve trarre in inganno: Microsoft, infatti, è riuscita ugualmente ad aumentare il suo valore, passando dai 33,6 miliardi del 2010 agli attuali 42,8. Un miglioramento che non è bastato, considerato il balzo impressionante di Google nel corso di quest’ultimo anno.
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Google strizza l’occhio a Microsoft, annunciando l’uscita dalla fase di beta di Cloud Connect, un servizio che permetterà agli utenti di tutto il mondo di lavorare in collaborazione con altre persone sullo stesso file tramite la suite per l’ufficio realizzata dal gruppo di Redmond.
Cloud Connect offre infatti la possibilità di caricare online documenti creati con Microsoft Office, cui verrà associato un link univoco, e di permetterne l’apertura e la modifica da remoto da parte di qualunque utente ne abbia l’autorizzazione. In questo modo, ad esempio, un gruppo di persone può lavorare alla stesura di una presentazione senza passare per il continuo invio di email con allegati per notificare i cambiamenti.
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Dopo essersi confrontate sulla questione dei risultati di ricerca dei relativi motori di ricerca, Google e Microsoft sono tornate ad accusarsi a vicenda. Questa volta è l’azienda di Redmond a scontrarsi con Google.
Il pomo della discordia è il supporto al video H.264 che Google ha rimosso dal suo browser Chrome. H.264 è il formato video ad alta definizione supportato da Microsoft e Apple, a cui Google ha deciso recentemente di abbandonare il supporto, a favore di WebM, il formato proprietario dell’azienda.
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La rivalità tra Google e Microsoft nel campo dei motori di ricerca ha visto un nuovo episodio particolarmente caldo: Google ha recentemente accusato Microsoft di aver copiato, tramite Bing, i suoi risultati di ricerca.
I sospetti di Google sono iniziati a marzo 2010 e successivamente ad ottobre, quando Bing ha iniziato a mostrare sempre di più una sovrapposizione dei risultati. Di conseguenza Google ha iniziato a confrontare i risultati di ricerca cercando di dimostrare come i due motori offrano gli stessi risultati.
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