Microsoft continua a collezionare accordi riguardanti l’utilizzo dei suoi brevetti in altri sistemi operativi. Dopo Android e Chrome OS, questa volta il bersaglio è Linux. L’intesa è stata sottoscritta con Casio che utilizza il software del Pinguino in alcuni suoi prodotti. I termini dell’accordo non sono stati pubblicati.
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Microsoft e SUSE hanno rinnovato il loro accordo, estendendolo ulteriormente di quattro anni. La nuova scadenza è ora fissata per il 2016.
Grazie a questo accordo sarà garantita la collaborazione tra le due aziende per continuare a mantenere quel ponte tra il mondo Windows e Linux del quale hanno beneficiato decine di clienti.
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Nel 2008 il Ministero degli Esteri tedesco aveva annunciato l’adozione di Linux e dei software open source per la sua infrastruttura informatica, ricevendo per questo i complimenti da parte degli fedelissimi del Pinguino.
Oggi però il governo ha cambiato idea: dal 2012 su tutti i computer dei dipendenti ritorneranno i programmi Microsoft, Windows 7 e Office 2010 in particolare.
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Microsoft e Amazon annunciano di aver firmato, nella giornata di ieri, un accordo relativo alla condivisione di alcuni brevetti che, in futuro, consentirà alle due realtà di lavorare sfruttando tecnologie in comune.
Sebbene i termini del patto non siano stati rivelati in dettaglio, alcune delle aree interessate sono quelle riguardanti dispositivi equipaggiati con piattaforme open source e codice proprietario, cioè l’eBook reader Kindle, oltre alla gestione dei server Linux.
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Bill Gates e Linux? Un amore impossibile, si direbbe, viste le filosofie opposte dei due protagonisti di questa storia. Eppure Techcrunch ha pubblicato un articolo in cui dichiara che il nuovo sito di Bill Gates gira su un server Linux.
Il sito di cui stiamo parlando è Gates Notes di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa. Facendo una ricerca veloce su Netcraft si può notare che il server indicato è un Microsoft-IIS/7.0, ma attenzione: Akamai, provider scelto per il sito, utilizza dei server Linux.
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Secondo quanto riportato nelle pagine di The Wall Street Journal, alcune società impegnate nella produzione di hardware e software, tra cui alcune aziende produttrici di distribuzioni Linux, avrebbero in programma l’acquisto di 22 brevetti precedentemente appartenuti a Microsoft.
Tale iniziativa, proveniente dall’Open Invention Network (OIN), sarebbe stata generata con l’intenzione di proteggere la “famiglia” Linux da possibili azioni legali inerenti la violazione di brevetti software.
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L’imminente sistema operativo di casa Microsoft sembra aver suscitato il consenso di due importanti esponenti del mondo Linux: Linus Torvalds, il papà del kernel open source, e Mark Shuttleworth, CEO di Canonical, l’azienda dietro ad Ubuntu. In particolare Torvalds, solleva un’ipotesi interessante sulle recenti strategie di mercato di Microsoft.
Windows 7 è di gran lunga migliore di Vista. Microsoft potrebbe avere un grande vantaggio nelle pubbliche relazioni, perché quando le persone confronteranno Windows 7 con Vista, penseranno che è un ottimo lavoro, che Microsoft è tornata a fare la voce grossa. Proprio come avvenne al passaggio da Windows 3.1 a Windows 95. Quindi penso che Microsoft possa averlo fatto di proposito.
Secondo il papà di Linux, quindi, Microsoft avrebbe di proposito rilasciato un sistema operativo volutamente imperfetto per poi rilanciare la propria immagine alla grande con Windows 7. Un’ipotesi, in effetti, alquanto fantasiosa…
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A maggio scorso abbiamo visto insieme come fare un dual boot con Vista e Ubuntu utilizzando EasyBCD.
Una situazione comune a molti, infatti, era quella di trovarsi preinstallato Vista con licenza OEM su un nuovo PC e di desiderare di installare Windows XP, Ubuntu o altri sistemi operativi senza reinstallare Vista.
Il problema riguardava il funzionamento del bootloader di Vista, che una volta riscritto dalle nuove installazioni non funzionava più. Per XP il problema permane, ma la soluzione l’abbiamo data. Per quanto riguarda Ubuntu, invece, è possibile ora installare il SO senza dover mettere mano a EasyBCD né a nessun’altra applicazione.
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L’11 Luglio il settimanale “Il Venerdì di Repubblica” ha riportato all’attenzione un tema scottante e da sempre di moda, soprattutto tra i patiti di Gnu/Linux: è possibile richiedere un rimborso a Microsoft se non si vuole usufruire della licenza OEM di Windows, al nuovo acquisto di un PC che abbia il sistema operativo preinstallato?
Sappiamo tutti che la maggior parte dei PC che possiamo acquistare ha già Windows preinstallato e questa non è una novità. A oggi questa tendenza va diminuendo, con l’arrivo sul mercato di diverse macchine che si propongono con un sistema operativo diverso da Windows, come per esempio l’Asus Eee PC, disponibile sia in versione Windows che Linux.
Nel caso, però, in cui il modello da noi scelto venga venduto solo con il sistema operativo della Microsoft, se noi volessimo quel computer per installarci per esempio Ubuntu, o anche semplicemente una versione precedente di Windows (di cui magari possediamo già una vecchia licenza “in scatola” pienamente utilizzabile, poiché vogliamo cambiare computer), è possibile richiedere il PC senza Windows preinstallato? Ovvero ricevere un rimborso sul prezzo del sistema operativo?
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Da qualche tempo è disponibile la versione Beta 1 di andLinux, che consente di installare Linux (Ubuntu) direttamente da Windows, facendolo funzionare come servizio Win32, evitando dunque di dover configurare un dual boot o di usare una macchina virtuale.
I requisiti di sistema sono alla portata di tutti, o quasi, anche se superano quelli di Ubuntu, in particolare per lo spazio occupato sull’hard disk: servono infatti almeno 128MB di RAM, un file system formattato NTFS (non FAT32), un SO Windows 2000, XP o Vista a 32 bit e almeno 2,5 GB liberi su HD.
Vediamo quali sono i passi per installarlo sul nostro sistema.
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