La velocità è tutto o così pare, almeno per i produttori di browser. Infatti, da un po’ di tempo a questa parte, assistere alla presentazione di una qualsiasi nuova versione di un software per la navigazione assomiglia quasi alla presentazione di un’automobile sportiva, tanto è lo spazio dedicato alle prestazioni più che ad altri aspetti del prodotto di volta in volta presentato.
Pur non arrivando a realizzare un video per mettere in mostra le prestazioni del proprio browser, come fece mesi fa Microsoft quando presentò Internet Explorer 8, anche Opera Software, nel presentare il suo Opera 10.50 rilasciato oggi, parla espressamente di “browser più veloce del mondo su Windows”.
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La causa iniziata da Opera contro Microsoft, per impedire l’inserimento di Internet Explorer in Windows 7 non è piaciuta a JCXP.net, un sito riguardante il mondo Windows. La campagna “Boycott Opera” è stata lancia il 12 giugno da David Taraso, Managing Director del sito. In questa data infatti è stato inserito un articolo riguardante i motivi per i quali la campagna è partita:
Oggi, stiamo proponendo un boicottaggio completo di tutto il software Opera.
Questo non è altro che il comportamento di un’azienda, che non può guadagnare quote di mercato legittimamente, che sta cercando di infilare il proprio impopolare browser nei sistemi Windows. Opera è semplicemente seccata poiché il suo browser è definitivamente ultimo nelle quote di mercato, ed è già stato superato da Google Chrome, rilasciato da poco, e da Safari di Apple per Windows.
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Lunascape, come recita il titolo della sua pagina, è “il primo browser a motore ibrido”. Praticamente è un browser che permette di utilizzare i tre principali motori di rendering di pagine Web (Trident di Internet Explorer, Gecko di Firefox e Webkit di Google Chrome e Safari). In questo modo è possibile con un solo programma unire i vantaggi dei tre sistemi.
Il passaggio tra i diversi motori può avvenire in modalità semi-automatica impostando, tramite i bookmark, quale motore utilizzare per un particolare sito oppure cambiando al volo tramite un’icona presente nella finestra del programma. Oltre a questa caratteristica, Lunascape offre le migliori performance nell’esecuzione di codice Javascript. Secondo il sito ufficiale, infatti, il browser Giapponese supererebbe Firefox e Chrome e sarebbe quattro volte più veloce di Internet Explorer.
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L’uscita di Chrome circa due mesi fa aveva scombussolato il mercato dei browser, infatti il software targato Google era riuscito a guadagnare una quota di mercato superiore ad Opera soltanto nel primo mese. Tutto ciò a discapito dei rimanenti browser, con l’eccezione di Safari che continua ad avanzare. Ad ottobre le cose sono cambiate di molto, tranne che per Internet Explorer che continua a perdere quote di mercato.
Tra settembre e ottobre, Internet Explorer ha perso circa lo 0,25%, Firefox ha guadagnato uno 0,51% passando da 19,46 a 19,97, Safari è passato dal 6,65% al 6,57%, Opera si classifica quarto con lo 0,75%, infine Chrome perde uno 0.04% assestandosi sullo 0,74%. Questi almeno sono i numeri pubblicati da Net Applications e ben commentati da Ars Technica.
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A volte quando ricevo una mail di phishing, che mi invita quindi a cliccare su un link per “aggiornare i miei dati personali per aumentare la sicurezza del sistema” (ma si può avere più faccia tosta?) provo ad aprire il link, per vedere se il mio browser riconosce l’inghippo e mi aiuta a scampare dal pericolo.
Ho provato anche oggi, dopo aver ricevuto l’ennesima truffa di chi si spaccia per le Poste, con esito disastroso: nessuno dei tre browser che ho provato mi ha impedito di cadere nel tranello (come si vede dallo screenshot).
Il mio passo successivo è stato capire se per lo meno il browser permette di segnalare la truffa, e se la segnalazione è rapidamente inserita nel database. Mozilla Firefox permette di segnalare il problema (tramite Google) ed in poco tempo il filtro antiphishing diventa operativo contro il sito segnalato. Anche Internet Explorer 7 permette la segnalazione, un po’ più laboriosa ma andata a buon fine. Non sono riuscito a capire se la segnalazione venga incorporata in fretta.
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Martedì scorso (11 Dicembre) Opera Software, produttrice del noto browser, ha chiamato Microsoft nei tribunali europei, accusandola di concorrenza sleale in quanto associa il suo browser (Internet Explorer) con il proprio sistema operativo.
La storia è vecchia, ma c’è un’interessante novità fra le richieste di Opera Software.
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