L’imminente sistema operativo di casa Microsoft sembra aver suscitato il consenso di due importanti esponenti del mondo Linux: Linus Torvalds, il papà del kernel open source, e Mark Shuttleworth, CEO di Canonical, l’azienda dietro ad Ubuntu. In particolare Torvalds, solleva un’ipotesi interessante sulle recenti strategie di mercato di Microsoft.
Windows 7 è di gran lunga migliore di Vista. Microsoft potrebbe avere un grande vantaggio nelle pubbliche relazioni, perché quando le persone confronteranno Windows 7 con Vista, penseranno che è un ottimo lavoro, che Microsoft è tornata a fare la voce grossa. Proprio come avvenne al passaggio da Windows 3.1 a Windows 95. Quindi penso che Microsoft possa averlo fatto di proposito.
Secondo il papà di Linux, quindi, Microsoft avrebbe di proposito rilasciato un sistema operativo volutamente imperfetto per poi rilanciare la propria immagine alla grande con Windows 7. Un’ipotesi, in effetti, alquanto fantasiosa…
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Come già spiegato nell’articolo precedente, i software principali per la virtualizzazione sotto Windows sono: Virtual PC 2007, VmWare Workstation, VirtualBox. Naturalmente stiamo parlando di software a livello desktop, a livello server vengono offerte soluzioni più complesse e performanti.
Per confrontare ancora meglio le varie soluzioni, sono state confrontate le performance di una macchina virtuale con installata Ubuntu 8.10. Sebbene Virtual PC 2007 non preveda il supporto ufficiale per questo sistema, è stato comunque possibile installarlo ed eseguirlo adottando alcuni fix. Il sistema utilizzato per le prove è un portatile Toshiba Satellite U300, dotato di una CPU senza supporto hardware per la virtualizzazione. Per questo motivo, tutti le soluzioni sono state costrette a virtualizzare le risorse del sistema operativo via software.
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A maggio scorso abbiamo visto insieme come fare un dual boot con Vista e Ubuntu utilizzando EasyBCD.
Una situazione comune a molti, infatti, era quella di trovarsi preinstallato Vista con licenza OEM su un nuovo PC e di desiderare di installare Windows XP, Ubuntu o altri sistemi operativi senza reinstallare Vista.
Il problema riguardava il funzionamento del bootloader di Vista, che una volta riscritto dalle nuove installazioni non funzionava più. Per XP il problema permane, ma la soluzione l’abbiamo data. Per quanto riguarda Ubuntu, invece, è possibile ora installare il SO senza dover mettere mano a EasyBCD né a nessun’altra applicazione.
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Una delle novità importanti introdotte da Windows Vista è l’uso di un nuovo bootloader, molto più efficiente ma incompatibile con quello di XP, o qualsiasi altro. Se, quindi, si installa Windows XP dopo aver installato Windows Vista, il computer non riconoscerà più Vista che, nella migliore delle ipotesi, pur restando effettivamente installato, non partirà più (è dunque indicato eseguire l’installazione di Vista solo dopo quella di XP).
La situazione non è tragica: è possibile riscrivere il Master Boot Record (MBR) di Windows Vista per recuperarne l’avvio, ma con questa operazione si otterrà di non poter avviare più l’altro SO.
Anche se abbiamo installato un SO basato su GNU/Linux come Ubuntu il bootloader di Windows Vista non sarà più disponibile, poiché verrà sostituito con Grub (il bootmanager usato da Ubuntu e molte altre distribuzioni). Questa sostituzione potrebbe sembrare a prima vista accettabile, ma non permetterà di effettuare il ripristino di sistema su Vista (ad esempio dalla partizione o dal disco di ripristino, in caso di problemi che lo rendano necessario), pena il pericolo di perdere l’accesso a Ubuntu. Quest’ultimo, infatti, richiederà per avviarsi Grub, mentre Vista pretenderà che non sia Grub a gestire il boot.
Proponiamo dunque una soluzione a questo pasticcio!
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Da qualche tempo è disponibile la versione Beta 1 di andLinux, che consente di installare Linux (Ubuntu) direttamente da Windows, facendolo funzionare come servizio Win32, evitando dunque di dover configurare un dual boot o di usare una macchina virtuale.
I requisiti di sistema sono alla portata di tutti, o quasi, anche se superano quelli di Ubuntu, in particolare per lo spazio occupato sull’hard disk: servono infatti almeno 128MB di RAM, un file system formattato NTFS (non FAT32), un SO Windows 2000, XP o Vista a 32 bit e almeno 2,5 GB liberi su HD.
Vediamo quali sono i passi per installarlo sul nostro sistema.
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Microsoft ha reso noti i risultati dei guadagni ricavati con la vendita delle versioni desktop di Windows, registrando, rispetto all’anno scorso, un calo del 24%.
Le statistiche parlano chiaro: la casa di Redmond negli ultimi tre mesi ha guadagnato 4 miliardi di dollari rispetto ai 5,3 miliardi di dollari guadagnati nello stesso periodo dell’anno precedente.
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Sistemi emulati, virtualizzati, alienati… oggi è una gran moda (e spesso una reale necessità), ma questa perdita di identità porta a situazioni insolite. A suo tempo, come riporta The Register, è apparsa la notizia di sistemi Microsoft riconosciuti come alieni dal sito Windows Update. Virtualizzando il Windows, e cercandolo di aggiornare, il sito di Microsoft mostrava, in pratica, un bel messaggio d’errore impedendo di proseguire gli aggiornamenti.
Questa volta la novità è decisamente più curiosa: nel Forum Ubuntu un post di un tal Mig5 riporta la curiosa possibilità di superare il WGA (il controllo dell’autenticità di Windows) addirittura usando Ubuntu!
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