Sembra assurdo che gli utenti in possesso di più di 64 GB di RAM possano avere problemi di prestazioni del loro computer. Eppure è quanto accade a molte persone con l’utilizzo di Windows Vista SP2, che lamentano un utilizzo della CPU al 100%, problema questo che rende inutilizzabile il sistema operativo.
Microsoft si è impegnata fin da subito per scovare l’origine del problema e risolverlo. Secondo la casa di Redmond, il responsabile di questo problema di prestazioni è un file chiamato W3wp.exe, che fa parte di Internet Information Service 7 (IIS 7). Anche in questo caso, Microsoft spiega pubblicamente la dinamica dell’inconveniente:
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Windows 7 ha registrato ottime vendite durante le vacanze natalizie. Secondo le statistiche pubblicate da Arstechnica solo Linux, a dicembre, ha mostrato una crescita positiva delle quote di mercato.
Infatti, tra novembre e dicembre 2009, mentre le quote di Windows sono calate dello 0.31% (passando dal 92.52% al 92.21%), Linux è cresciuto di 0.02 punti (dall’1.00% all’1.02%). Complessivamente, quindi, nel corso dell’anno Windows ha perso leggermente nei confronti sia di Linux che di Mac OS, ma andando nello specifico, notiamo che Windows 7 si è comportato molto bene.
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Se non è un’ammissione di un fallimento totale poco ci manca. Ci riferiamo all’intervista che il numero uno di Microsoft, Steve Ballmer, ovvero uno che le cose spesso non le manda certo a dire, ha rilasciato al Telegraph.
Le risposte di Ballmer sulle prospettive per il mercato dei PC, attualmente in forte contrazione, e su quelle generali di Microsoft rappresentano l’occasione per ribadire (e finalmente ammettere) le difficoltà che il gruppo americano ha incontrato quando ha dovuto sostituire uno dei suoi software di punta, ovvero Windows XP.
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Se volete che il sistema operativo sia più sicuro, e talvolta anche più efficiente, è necessario che esso sia aggiornato con tutte le patch di sicurezza, man mano che queste vengono rilasciate.
Su Windows Vista gli aggiornamenti possono essere programmati affinché vengano espletati a scadenze fisse, oppure lanciati manualmente, in modo da impegnare il computer in questa operazione solo quando non è utilizzato.
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Nonostante Microsoft continui a sbandierare entusiastici risultati in merito alla diffusione di Windows Vista, quello che tra poco più di un mese è destinato a diventare il “vecchio” sistema operativo di casa Redmond sembra non godere di ottima salute, stando alle statistiche raccolte dal progetto exo.performance.network.
Si tratta di un sistema basato sull’elaborazione dei dati raccolti su una base di circa 10.000 utenti, che mettono a disposizione informazioni relative all’hardware utilizzato, ai programmi eseguiti e, ovviamente, al sistema operativo scelto.
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Tempo di patch per Microsoft e tempo di potenziali rischi per gli utenti Windows, non basterebbero infatti le cinque patch che il colosso del software ha diffuso nelle scorse ore per fronteggiare una nuova e pericolosa vulnerabilità.
Microsoft si è trovata a far fronte ad una nuova e potenzialmente pericolosa minaccia per i propri sistemi, ovvero una falla “zero day” legata ad un bug nel Server Message Block.
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Abbiamo avuto modo, in un precedente post, di vedere come sia possibile disattivare alcuni servizi di Windows Vista che, quando non sfruttati, comportano in realtà soltanto uno spreco di risorse e un rallentamento nelle prestazioni di questo sistema operativo.
Al fine di ottimizzare il lavoro di Windows Vista, possiamo procedere a disabilitare un altro servizio, la cui funzione è di tenere sotto controllo tutti i trasferimenti di file da una cartella a un’altra o da un PC a un altro, tracciandone le modifiche che questi subiscono nel transito.
In questo modo il sistema operativo confronta il file originario con quello giunto a destinazione e in caso di aggiornamento, Vista copia solo la parte di byte che rappresentano la differenza.
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Se disponiamo di un computer con connessione WiFi possiamo essere interessati, trovandoci fuori casa o in un luogo che non conosciamo, sapere se è presente e quanto è estesa una rete WiFi.
L’icona nella sistem tray di Windows, ove abilitata, ci dice di solito se il computer è connesso o se non si può connettere; entrando nelle proprietà della rete e ricercando eventuali punti di connessione, non avremo comunque la possibilità di sapere se, pur non esistendo al momento una rete, magari questa dista da noi solo qualche metro.
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Fra i vari servizi che “succhiano” risorse a un PC dotato di Windows Vista, troviamo la deframmentazione automatica del disco.
L’operazione di deframmentazione è di per sé indispensabile per i sistemi operativi Microsoft, e anzi è consigliata come manutenzione ordinaria del computer, perché consente di migliore le prestazioni della macchina.
Ma chi meglio di noi può dire quando il computer ha bisogno di una deframmentazione? Nella sostanza possiamo fare in modo che questa operazione venga decisa da noi, saltuariamente o con più frequenza a seconda dell’uso che facciamo del PC.
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L’ultimo sistema operativo di casa Microsoft è dotato di molte funzioni in più rispetto al predecessore XP, l’unico problema è che molte di queste non sono evidenti o non sono utilizzabili da utenti poco esperti.
Talune di queste feature funzionano in background e rendono Windows Vista evidentemente più lento di XP. Tuttavia alcuni servizi che non si utilizzano possono essere disattivati, in questo modo il tempo di avvio e lo sfruttamento di risorse del sistema operativo si riduce sensibilmente.
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