Proprio stamane avevamo parlato di come Microsoft continui ad ampliare l’universo di Bing, aggiungendo nuove funzionalità e arricchendolo di nuovi servizi.
Tuttavia, la novità più interessante delle ultime ore è senza ombra di dubbio l’integrazione di Wolfram Alpha nei meandri del nuovo decisional engine di Redmond. Una “fusione” che attirerà ancora di più, probabilmente, l’attenzione su Bing.
Da ora infatti, chiunque si trovasse a cercare qualcosa su Bing, non avrà soltanto un elenco più o meno pertinente di link a siti che trattano l’argomento desiderato, ma si troverà a disporre di informazioni complete e specifiche, con l’uso di schede e grafici che rispondono in maniera diretta e più “umana” a vere e proprie domande poste dall’utente.
Un esempio di quanto sarà possibile ottenere lo dà la stessa nota rilasciata dal team che si occupa di Bing, nota che mette in evidenza come, d’ora in poi, le risposte fornite andranno nella direzione di instaurare quasi una specie di “dialogo” con l’utente, o almeno questo è l’obiettivo.
Altre novità saranno poi delle migliorie all’interfaccia che consentiranno al motore di ricerca di affinare sempre più le proprie risposte onde fornire solo ed esclusivamente risultati pertinenti e di un certo interesse in relazione a ciò che viene chiesto.
Per raggiungere lo scopo viene in soccorso la struttura a schede tematiche, con ognuna di esse che restringe il campo di ricerca ad un determinato ambito, facendo una prima scrematura dei risultati, per poi perfezionare il servizio tramite precise richieste all’utente, rispondendo così ad una domanda con altre domande, ma con il fine di “capire” ciò che veramente si vuole e di rispondere in maniera quanto più possibile mirata.
Insomma le novità aumentano l’interesse verso Bing e con l’arrivo di Wolfram Alpha il progetto di Microsoft ha l’opportunità di fare un definitivo salto di qualità. L’accordo ovviamente avvantaggia entrambi, perché questo, oltre ad arricchire Bing, se da un lato toglie autonomia a Wolfram Alpha, dall’altro gli consente di entrare a far parte di un sistema già affermato sul mercato, facendogli guadagnare di colpo un volume di utenti che difficilmente avrebbe mai raggiunto da solo.
Tutte queste migliorie sono già attive sulla versione USA di Bing, ovvero l’unica vera versione del motore disponibile in Internet, visto che le altre, compresa quella nostrana, sono poco più che versioni di Live Search con nuova grafica e nuovo logo.
Se vuoi aggiornamenti su Wolfram Alpha a braccetto con Bing inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:
Giuseppe, mi chiedo dove tu veda tutto questo interesse generale per Bing: http://gs.statcounter.com/#search_engine-ww-monthly-200810-200911
di emmebì - 12 novembre 2009 - 12:43
Risposta semplice semplice incollando un pezzetto dell’articolo di Webnews:
“Nel mese di Ottobre, ad esempio, i dati Hitwise indicano una crescita del 7% nelle query raccolte, il tutto al cospetto di un calo dell’1% tanto da parte di Google quanto da parte di Yahoo. Bing occupa ora negli USA il 9.57% del mercato (contro il 70.6 di Google ed il 16.14 di Yahoo).”
Non ti sembra che questo motore di ricerca riscuota comunque una certa attenzione e sia andato oltre a quanto fatto finora da Live Search?
di Giuseppe Cutrone - 12 novembre 2009 - 12:57
Per nulla. Anche in America del resto dopo la “delta di dirac” iniziale, scema…. http://gs.statcounter.com/#search_engine-na-monthly-200810-200911
di emmebì - 12 novembre 2009 - 21:23
Dai grafici che hai postato si nota come Bing sia riuscito comunque a incrementare i numeri rispetto a Live Search, che poi le quote di mercato siano in calo nell’ultimo periodo è una cosa, ma che comunque ci sia stato e forse ancora ci sarà un certo interesse attorno a questo motore mi pare difficilmente confutabile.
Questo logicamente vale solo se i dati non sono opinioni, perché se poi parliamo di opinioni allora possiamo dire tutto e il contrario di tutto, ma a qual punto il discorso non mi interessa proprio in quanto ognuno è libero di dire e vedere le cose nella maniera che vuole.
di Giuseppe Cutrone - 12 novembre 2009 - 22:39
Vero, si può dire ciò che si vuole, ed intanto, sommando i vari Dead Search, Bong e Yuhuu si ha che insieme valgono sempre meno.
Come direbbe Carcarlo Pravettoni: “E Google si impenna!”.
Google = innovazione open e free. Il resto è vecchiume.
di emmebì - 12 novembre 2009 - 23:03